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Letterina di Pasqua 2023

Io non credo in nessun Dio che risorge.

Credo però nella possibilità che l’uomo possa rialzarsi dalle sue cadute,

che ogni giorno possa diventare una persona un poco migliore.

Credo nei piccoli passi, nei piccoli gesti,

quelli che appena si notano

o non si notano per nulla

ma che, a lungo andare, fanno la Storia.

Non credo nei miracoli: quelli soprannaturali.

Credo però che un sorriso, una carezza,

la parola giusta detta al momento giusto,

un gesto di aiuto, un atto di solidarietà,

la fraternità, l’amicizia, l’amore

possano fare miracoli: quelli naturali.

Simili al seme che prima muore e poi dà frutto,

all’arcobaleno che colora il cielo dopo la tempesta,

al sole che risorge ogni giorno,

al corpo stanco che va dormire la sera e

si risveglia fresco e riposato la mattina dopo,

al tempo che guarisce molte ferite, corporali e spirituali.

Queste sono le resurrezioni in cui credo!

© Giovanni Lamagna

Ha senso la festa del papà? Anzi ha ancora senso la nozione stessa di “festa”?

20 marzo 2019

So benissimo che molti giudicheranno questa mia esternazione come una sciocchezza (a voler usare un eufemismo), figlia di una cultura vuota, retorica, sentimentalistica, conformista, consumistica, di massa. Ma la faccio lo stesso, anche a costo di essere catalogato con le categorie di cui sopra.

L’esternazione è questa: a me il fatto che mia figlia ieri, in occasione della “festa del papà”, mi abbia telefonato per farmi gli auguri ha fatto piacere. E mi sarebbe dispiaciuto (e anche molto) se non lo avesse fatto.

D’altra parte (dico questo a mia “discolpa”) le feste hanno questa funzione, che a me sembra importante: ricordarci (anche se in maniera rituale e simbolica; ma nella vita i riti e i simboli servono, eccome!) alcune situazioni archetipe che fondano la nostra vita, le danno un significato, un senso, un valore, un orientamento, per molti aspetti universale.

E’ questa la funzione di feste ((alcune volte solo laiche, altre volte sia religiose che laiche) come il Natale, la Pasqua, il 1° maggio, il 25 aprile, l’8 marzo, il 19 marzo, l’8 maggio (festa della mamma)… e così via (sicuramente ne ho dimenticato qualcuna).

Il fatto che esse siano diventate l’occasione (anzi il pretesto) per lo scatenamento di un grande e superficiale consumismo di massa non le delegittima del tutto, perché comunque non ne fa venire meno il senso profondo.

Sta, dunque, ad ognuno di noi attribuire loro il giusto e autentico significato, depurandolo da quello che una certa società dei consumi tende cinicamente, strumentalmente, a sovrapporgli, fin quasi ad annullarlo del tutto.

E viverle secondo questo loro autentico e originario significato.

Perciò mi sento di dire, senza alcuna retorica, ma convintamente: viva la festa del papà! viva le feste che punteggiano di gioia e di allegria il nostro calendario nel corso dell’anno!

Giovanni Lamagna